Superiamo (nuovamente e gradualmente) i confini

30 aprile 2020 - Consiglio regionale

Riacquisire la possibilità di muoversi anche oltre il confine che avevamo con gli anni cancellato rappresenterebbe quindi un passo importante, anche psicologicamente, verso la vera normalizzazione.

Grazie ai dati confortanti sul contenimento dell'epidemia la Slovenia sta già allentando ulteriormente le misure che limitavano il movimento dei propri cittadini e le attività economiche, come anche starebbe riflettendo sulla possibilità di riaprire gradualmente i confini con alcuni stati contermini. Le statistiche sul contagio nella nostra regione indicano una situazione sostanzialmente sotto controllo, anche se non va abbassata la guardia. Fondamentali le quotidiane misure di distanziamento individuale, l’uso delle mascherine e la frequente disinfezione delle mani, che sembrano aver attecchito nelle normali abitudini di ciascuno di noi. Da qui la sempre più marcata necessità di intraprendere una graduale normalizzazione della vita quotidiana, con la riapertura in sicurezza dei luoghi di aggregazione, delle attività produttive, dei negozi ancora chiusi, dei parrucchieri e barbieri, delle scuole, delle strutture ricreative. Non di meno importante è la riapertura, anche in questo caso graduale ed accompagnata da appropriate misure di controllo, del confine con la Slovenia, a partire dai valichi secondari al momento quasi ovunque chiusi anche per i lavoratori transfrontalieri. Un appello che mi sento di rivolgere al governo italiano ed a quello sloveno e che rispecchia certamente le richieste espresse anche da altri territori confinari. Il superamento dei confini segnato dagli accordi di Schengen ci ha abituati a vivere l’Europa come una casa comune. La fase più acuta della pandemia ci ha costretti invece a richiuderci nelle nostre case, così per le famiglie come anche per i singoli Stati. Riacquisire la possibilità di muoversi anche oltre il confine che avevamo con gli anni cancellato rappresenterebbe quindi un passo importante, anche psicologicamente, verso la vera normalizzazione. Potremmo vederlo come un segno di reciproca fiducia, come a dire andrà tutto bene, anche assieme, per tutti.