Solidarietà, serietà, responsabilità e coesione sono le armi migliori per affrontare la pandemia

29 ottobre 2020 - Consiglio regionale

Invitiamo i nostri concittadini a non smettere di vivere e nemmeno di sperare, invitiamoli a rispettare le regole base di distanziamento, protezione individuale, igienizzazione delle mani e delle superfici. Ma invitiamoli anche ad esprimere vicinanza e solidarietà nei confronti di chi si scontra con il virus in prima persona.

La maturità di una comunità si vede da come sa reagire nei momenti di crisi.  Ed è per questo che sostengo da tempo che la nostra risposta alla crisi causata dalla pandemia deve essere nel segno della massima condivisione e solidarietà, mettendo da parte almeno per un po’ contrapposizioni partitiche o di schieramento. Valga ciò a livello nazionale come anche nei rapporti tra stati, a livello europeo e mondiale. Il virus del Covid-19 ha reso plastica e palese la fragilità della nostra società, messa in scacco da un organismo microscopico.

Piena adesione quindi anche all’appello del presidente Fedriga che ha invitato maggioranza e minoranza del Consiglio regionale e collaborare ed interagire per individuare le misure migliori e maggiormente condivise per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo. Lo scaricabarile tra diverse forze politiche o addirittura istituzionale tra diversi livelli di governo, dai Comuni attraverso le Regioni fino al Governo nazionale risulterebbe incomprensibile ai cittadini ed irresponsabile nei confronti di quanti stanno sostenendo già oggi i sacrifici maggiori: certamente i contagiati, gli ammalati e le loro famiglie, ma anche il personale ed il sistema sanitario sotto stress inimmaginabile, le categorie imprenditoriali con le tante attività bloccate o fortemente limitate. Non dimentichiamo i giovani, i bambini come gli adolescenti, che sono stati già dallo scorso inverno privati della loro vitale esigenza a stare vicini, ad interagire fisicamente ed emotivamente, a crescere nel contatto e confronto con i loro coetanei. Privati della normalità scolastica e privati dello sport.

Nessuno ha la bacchetta magica, non ce l’ha il presidente Conte come non ce l’ha Fedriga, non ce l’ha la Francia e non la Germania, nemmeno la vicina e piccolissima Slovenia che aveva superato la prima ondata pandemica con difficoltà relativamente contenute, fino a dichiarare nella primavera scorsa, credo la prima in Europa, la fine dell’emergenza pandemica e che oggi versa in una situazione drammatica, ben peggio della nostra.

Invitiamo i nostri concittadini a non smettere di vivere e nemmeno di sperare, invitiamoli a rispettare le regole base di distanziamento, protezione individuale, igienizzazione delle mani e delle superfici. Ma invitiamoli anche ad esprimere vicinanza e solidarietà nei confronti di chi si scontra con il virus in prima persona. Perché, credetemi, ne so qualcosa da esperienza personale, la malignità di chi dovrebbe starci vicino, le paure immotivate ed il latente egoismo possono fra più male del virus. Perché il virus prima poi sarà superato, ce lo lasceremo alle spalle. Allora dovremo essere pronti a ricostruire fin dal primo minuto le tante macerie in termini fisici, oggettivi, materiali, ma anche le macerie spirituali, pesante eredità delle nostre paure, dell’egoismo, dell’ignoranza, dei rapporti trascurati o spezzati.

Nei giorni scorsi quest’aula ha saputo confrontarsi ed approvare due importanti provvedimenti con un consenso quasi unanime. Adoperiamoci assieme per aggiungerne oggi-domani un terzo e nei prossimi mesi altri ancora.

Le nostre comunità ci giudicheranno domani anche -se non soprattutto- da come avremo saputo affrontare assieme una prova che soltanto assieme saremo in grado di superare.