Collio e Brda così come Kras e Carso sono due territori naturalmente comuni

12 gennaio 2016 - Consiglio regionale

Collio e Brda così come Kras e Carso sono due territori naturalmente comuni, ambedue italiani e sloveni allo stesso modo, divisi solo da un confine amministrativo e quindi artificiale. Il ruolo della politica è delle pubbliche amministrazioni è quello di unire e favorire spazi comuni che ci rendano più forti, attrattivi ed interessanti.

“È il classico vortice in un bicchier d’acqua, prodotto dalla chiacchiera politica che riesce più a dividere che ad unire” è il commento del consigliere regionale della Slovenska skupnost (Unione Slovena) e vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Igor Gabrovec in merito alla polemica innescata attorno alla recente campagna di promozione turistica della Slovenia. “Innanzitutto va sottolineato che non corrisponde a verità che sia stata tradotta in italiano soltanto la denominazione Brda, conosciuta ai più in Italia appunto come Collio sloveno. I due video promozionali sloveni, rivolti al pubblico italiano, ad esempio parlano anche del fiume Isonzo, in sloveno sarebbe Soča, delle grotte di Postumia, in sloveno Postojnske jame, delle Saline di Sicciole, in sloveno Šečoveljske soline, con l’intento direi condivisibile di raggiungere il targhet di pubblico destinatario del messaggio. Detto ciò non posso non considerare che in ogni caso il Collio italiano è un territorio morfologicamente pressoché identico alle Brda slovene, accumunati anche da un naturale ed armonico intreccio di lingue e tradizioni. Vale lo stesso per il Carso che è Kras. Sono territori identici, che respirano assieme e come tali andrebbero - a mio modo di vedere - promossi accomunandoli in percorsi condivisi nelle rispettive eccellenze, pregi culturali, storici, architettonici, naturalistici e, non me ne voglia nessuno, anche enogastronomici. Per i viaggiatori d’oltre oceano Roma è semplicemente vicina a Pompei e a Firenze, a Milano e a Venezia. Così come Trieste e Ljubljana sono ad un tiro di schioppo. Figuriamoci Gorizia (Gorica), San Floriano (Števerjan), Cormons (Krmin) dalla parte italiana e Nova Gorica, Dobrovo o Medana dalla parte slovena di un confine che è, dopo tanti sforzi e se continueremo ad impegnarci in tal senso, sempre più una semplice linea rossa sulle carte geografiche” sostiene il consigliere regionale esponente della minoranza slovena del FVG. “Altro sono invece le denominazioni vitivinicole ed i marchi tutelati, dove ben sappiamo che il Collio in etichetta è oggi riservato all’area collinare italiana. Concordo quindi con quanto affermato dall’assessore regionale Shaurli che invita anche a non confondere le questioni. Pensiamo invece, insisto io, a ragionare su programmi e pacchetti turistici promozionali comuni di quest’area sulle maggiori piazze mondiali, un territorio che non potrà che svilupparsi congiuntamente. Il ruolo della politica è delle pubbliche amministrazioni è quello di unire e favorire spazi comuni che ci rendano più forti, attrattivi ed interessanti. Sono certo che anche l’empasse attorno al Teran-Terrano saprà portarci a fare un nuovo passo verso la consapevolezza di appartenere a territori comuni, ricchi ed unici” conclude il consigliere regionale Igor Gabrovec.